A grande richiesta - LE INNOVAZIONI PER LA SOSTENIBILITA' IN OLIVICOLTURA

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Date le numerose richieste di partecipazione pervenute per l'evento svolto il 29.4.21,

Op Confoliva insieme con Enapra, hanno deciso di replicare il  corso di formazione sull’olivicoltura “Le innovazioni per la sostenibilità in olivicoltura – Approccio ad una gestione sostenibile dell’olio”.

Il corso tratterà i temi della gestione della concimazione, della lotta alla mosca, la gestione dei trattamenti fitosanitari e certificazioni dell’agricoltura sostenibile.

Il corso si svolgerà su piattaforma Teams, il 6 maggio a partire dalle ore 9.30 e sarà della durata di 4 ore.

La partecipazione è totalmente gratuita, previa prenotazione.

CORSO DI FORMAZIONE 29 aprile 2021 - LE INNOVAZIONI PER LA SOSTENIBILITA' IN OLIVICOLTURA

Op Confoliva in collaborazione con Enapra, ha organizzato un corso di formazione sull’olivicoltura “Le innovazioni per la sostenibilità in olivicoltura – Approccio ad una gestione sostenibile dell’olio”.

Il corso tratterà i temi della gestione della concimazione, della lotta alla mosca, la gestione dei trattamenti fitosanitari e certificazioni dell’agricoltura sostenibile.

Il corso si svolgerà su piattaforma Teams, il 29 aprile a partire dalle ore 9.30 e sarà della durata di 4 ore.

La partecipazione è totalmente gratuita, previa prenotazione.


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Lebbra dell’olivo - Strategie di difesa

L’antracnosi o lebbra delle olive è una delle malattie fungine più gravi e diffuse dell’olivo è una malattia generata da più funghi del genere , Colletotrichum.


Riconoscere l’infezione da fungo è abbastanza semplice: la parte visibile della infezione si manifesta attaccando i frutti, quindi le olive, che si macchiano sulla superficie formando delle necrosi di colore scuro, spesso nelle zone in cui la lenticella è più chiara. 


In corrispondenza di queste macchie la buccia sembra inizialmente marcia, per poi diventare secca e dura nel giro di qualche giorno.

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I sintomi sulle drupe si manifestano solitamente a partire dall’invaiatura, come tacche tondeggianti, depresse, bruno-scuro, di consistenza cuoiosa, che si espandono fino a occupare l’intero frutto.


In condizioni di elevata umidità, sulla drupa si sviluppano numerose pustole rossastre che rappresentano le fruttificazioni conidiche del patogeno contenute nei caratteristici corpi fruttiferi  


Sulle drupe ancora verdi le infezioni sono meno frequenti e si manifestano come aree bruno-marrone, a volte leggermente infossate. 



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Come tutti i funghi, la crescita del Gloeosporium olivarum è stimolata da condizioni di forte umidità, ed è per questo che il suo attecchimento sulle piante di ulivo inizia con l’arrivo delle piogge autunnali con temperature comprese tra 15° e 20°.


Sono proprio le piogge fredde a far alzare ancor di più l’umidità e a favorire la comparsa della lebbra delle olive.


I batteri responsabili della lebbra dell’olivo causano due tipi di infezioni:


infezioni primarie sui frutti e sulla vegetazione si verificano in primavera, durante la fioritura e l’allegagione.


infezioni secondarie o latenti - l’agente patogeno rimane per tutta l’estate nei frutti in fase latente (infezioni asintomatiche), per poi riprendere lo sviluppo nell’autunno seguente, a partire dall’invaiatura.


Le infezioni secondarie in fase di invaiatura-maturazione sono difficili da controllare, a causa della rapida diffusione del fungo  nella polpa.


Le drupe infette possono cadere al suolo precocemente, oppure possono rimanere attaccate ai rami fino alla completa mummificazione. Le «mummie» costituiscono fonte di inoculo per l’anno successivo.


Dal peduncolo della drupa, inoltre, il fungo passa al rametto, quindi alle foglie e, l’anno successivo, ai fiori e alle drupe appena allegate, dove però l’infezione rimane latente fino all’invaiatura.


Durante la primavera la pioggia è il  principale veicolo di dispersione dei conidi presenti sulle drupe mummificate e su organi vegetativi infetti (rami fruttiferi dell’anno precedente), trasportandoli sui fiori e/o frutti in via di sviluppo, dando nuovamente origine alle infezioni latenti.


Anche gli attrezzi per la potatura se non disinfettati favoriscono la diffusione dei batteri.


Strategie di difesa


La potatura, abbinata a trattamenti a base di rame risulta valida per il contenimento della infezione se presente in forma ridotta. Con la potatura, si eliminano rametti infetti e mummie che costituiscono importanti fonti di inoculo del patogeno.


Ne caso di infezioni pesanti andranno utilizzati fungicidi a base di tebuconazolo + trifloxystrobin (Flint Max, Bayer), pyraclostrobin (Cabrio Olivo, Basf ) e di mancozeb (Penncozeb, UPL-Europe)


In particolare, tebuconazolo + trifloxystrobin e pyraclostrobin possono essere applicati sull’olivo una sola volta per anno, rispettivamente prima della fioritura (ovvero in assenza di drupe) ed entro il 31 luglio; il mancozeb, invece, può essere applicato una sola volta l’anno, fino a un massimo di 3.200 g/ha, senza alcuna restrizione temporale.


L’applicazione di tebuconazolo + trifloxystrobin e pyraclostrobin in pre-fioritura, seguiti dai tradizionali trattamenti a base di  rame all’invaiatura, consente valide  riduzioni della gravità della lebbra


Il mancozeb ha determinato significative riduzioni della malattia rispetto ai testimoni quando applicato in pre-fioritura e, ancora meglio, quando applicato all’invaiatura


ATTENZIONE :  Il Mancozeb a causa del mancato rinnovo dell’autorizzazione la vendita e la distribuzione da parte dei rivenditori e/o distributori autorizzati è consentita fino al 4 luglio 2021. L’impiego dei prodotti fitosanitari revocati da parte degli utilizzatori finali è consentito non oltre il 4 gennaio 2022.


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Bibliografia :

L’Informatore Agrario n. 24/2017 : Lebbra dell’olivo, epidemiologia e strategie di difesa

di F. Nigro, I. Antelmi, V. Sion


Esoneri contributivi: Finalmente operative le esenzioni richieste

Esoneri contributivi Finalmente operative le esenzioni richieste -  Comunicati  Confederazione Generale dellAgricoltura Italiana

Confagricoltura esprime soddisfazione per l’emanazione, da parte INPS, delle istruzioni operative per accedere all’esonero straordinario dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020.

L’esonero - ricorda l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - riguarda i datori di lavoro delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO indicati nei decreti ministeriali 15/09/2020 e 10/12/2020.

Per Confagricoltura finalmente, per far fronte alle difficoltà causate dalla lunga pandemia, si rende attuabile una importante misura a sostegno al settore agricolo, grazie anche a un ingente stanziamento di risorse pari a quasi 500 milioni di euro.

La circolare INPS precisa che, per ottenere l’esonero, è sufficiente che almeno una delle attività svolte, anche non in via principale, sia riconducibile ad un codice ATECO indicato dai decreti ministeriali. In tal caso la misura viene riconosciuta per la contribuzione dell’intera posizione contributiva dell’azienda, non solo per quella che rientra nei codici.

L’INPS - sottolinea Confagricoltura - ha quindi condiviso la nostra tesi interpretativa prendendo atto che l’agricoltura moderna è sempre più caratterizzata dalla multifunzionalità e che in tale contesto diventa particolarmente difficile individuare quale sia l’attività principale esercitata dall’impresa agricola.

Per l’Organizzazione degli imprenditori agricoli questo provvedimento attenua in parte le difficoltà di imprese e lavoratori, anche se preoccupano i tempi stretti per la domanda (30 giorni) e l’obbligo di comunicare gli aiuti percepiti o richiesti che rientrano nel “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID”, vista la complessità, lacunosità ed eterogeneità della normativa di riferimento.

Infine, per Confagricoltura, il limite individuale a questi aiuti previsti dal “Quadro Temporaneo” per le imprese operanti nel settore primario della produzione agricola, anche se è stato recentemente elevato a 225.000 euro, rimane comunque un possibile ostacolo per le imprese più strutturate e con maggiore carico di manodopera.

Comunicato originale.

Fonte: confagricoltura.it

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